World Water Day 2025 – Per la conservazione dei ghiacciai
Il futuro dipende da noi.
Siamo noi a scriverlo, ogni giorno, con le nostre scelte. Gesti quotidiani che, apparentemente innocui, custodiscono il potere di cambiare trend che appaiono inarrestabili.
Oggi si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita nel 1992 dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di questo prezioso elemento.
Il tema scelto per quest’anno è “la conservazione dei ghiacciai”, un obiettivo per cui si sta lottando da tempo ed il cui fallimento, costituirebbe una vera catastrofe, non solo ambientale ma anche sociale.
Se lo scioglimento dei ghiacciai è oramai una realtà tristemente conosciuta, è ancora lungo il cammino verso la consapevolezza che ognuno di noi, nel proprio piccolo, può fare la differenza, scegliendo quotidianamente di contribuire a ridurre le emissioni di CO₂ in atmosfera. Il diossido di carbonio è sostanza corresponsabile dell’aumento della temperatura terrestre e, dunque, anche dello scioglimento dei ghiacciai.
Prendiamo ad esempio la plastica e l’uso che ciascuno di noi ne fa. Un esempio semplice, quasi banale: una “innocua” bottiglietta di acqua.
Ogni anno la produzione di plastica genera miliardi di tonnellate di CO₂. Rimaniamo in tema. In Italia circa 11 miliardi di bottiglie di plastica monouso vengono immessi al consumo ogni anno e più del 60% non viene riciclato, comportando un’emissione in atmosfera di CO₂ equivalente di 850 mila tonnellate (fonte: Greenpeace). Anche il riciclo tuttavia, è bene sottolineare per i più ligi, non è la soluzione. Il riciclo della plastica, infatti, è essa stessa fonte di emissioni di CO₂ e può addirittura peggiorare la situazione rendendo la plastica riciclata stessa, addirittura più tossica.
Uno studio condotto da Greenpeace in un impianto di riciclo del Regno Unico ha dimostrato che il riciclo della plastica, oltre a produrre CO₂ esso stesso, produce microplastiche che sfuggono in quantità esorbitanti ai sistemi di filtraggio, inquinando le acque, quelle stesse acque che compriamo e beviamo. L’innocua bottiglietta del nostro esempio.
Numeri immensi che hanno ripercussioni sull’ambiente in cui viviamo e che hanno colpito in questi anni anche i ghiacciai che sono le prime sentinelle del cambiamento climatico.
Secondo Barbara del Monte – ricercatrice di Eurocold Lab – entro il 2100 perderemo il 60% dei ghiacciai alpini, presenti anche in Italia. Lo scioglimento di questi, è stato studiato, comporterà l’inevitabile innalzamento dei livelli di mari e degli oceani, compromettendone gli ecosistemi.
Forse non tutto è perduto. Se per i climatologi si tratta di un trend irreversibile, per i ricercatori tale tendenza non è ineluttabile. Una svolta nelle emissioni potrebbe ancora fare la differenza.
Ecco perché diventa fondamentale eliminare l’uso di prodotti complici dell’innalzamento delle temperature. Eliminare la plastica monouso deve essere un primo piccolo gesto quotidiano, che getta le basi nella giusta direzione. Un primo passo verso la riduzione drastica di plastica monouso e verso un imprescindibile cambio culturale delle nuove generazioni. Una scelta consapevole.
Chiudere gli occhi, oggi, significa decidere di compromettere definitivamente il futuro delle nuove generazioni.
Siamo di fronte ad un bivio. Possiamo decidere di dare il nostro contributo oggi, o continuare a sminuire i nostri piccoli ed innocui gesti pensando che, prima o poi, qualcuno (forse, speriamo) riuscirà.
Oggi possiamo scegliere di sapere, di essere informati, di conoscere, di aumentare la consapevolezza e di operare scelte consapevoli. Oppure, possiamo continuare a portare il pensiero altrove, fingendo che il problema non ci riguardi.
Non voltarti dall’altra parte.